GIUSTIZIA: AL VIA IL RINNOVAMENTO
- martedì, luglio 7, 2009, 18:06
- Politica
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Inviato da Alessandro -Gianmoena
sabato 04 luglio 2009
La riforma della Giustizia inizia dalla revisione del processo civile, entrata in vigore sabato 4 di luglio. Benché l’ambito
civilistico sia spesso sottostimato rispetto a quello penale, più sentito dal cittadino, esso rappresenta un terreno
fondamentale per lo sviluppo delle relazioni sociali e di mercato del nostro Paese. In particolar modo, in epoca di crisi
economica, l’intervento legislativo del ministro Alfano intende velocizzare l’iter del percorso processuale, sanando in
modo più celere i conflitti civili, contribuendo a ridurre la mole di più di 5 milioni di cause pendenti e limitando il ricorso alla
Cassazione, che darà maggiore autorevolezza alla Corte perché potrà dedicarsi alle cause più rilevanti.
La riforma nasce da un approccio culturale volto ad produrre una maggiore efficienza, unito ad una forte volontà
di riduzione degli sprechi di energie che, fino ad ora, erano assorbite dai tempi elefantiaci delle procedure del processo
civile. Da oggi il cittadino potrà fare affidamento su un più veloce iter processuale, fondamentale affinchè la giustizia
possa espletare il suo vero ruolo, che richiede che la sentenza non venga procratinata nel tempo.
Secondo un rapporto della Banca Mondiale l’Italia è al 156º posto su 181 paesi, addirittura dopo l’Angola, il Gabon e la
Guinea per la velocità dei tempi processuali: la media dei giorni di processo del Belpaese è di 1210 rispetto ai 331 della
Francia e ai 394 della Germania. Ma la tempistica processuale nostrana non è omogenea su tutto il territorio, anzi, le
differenze emergono anche all’interno del territorio italiano: tra regione e regione- la media in particolare si alza nel Sud- e
tra città e città, dove Napoli è tra quelle più ritardatarie.
La riforma prevista dal ministro della Giustizia Alfano dà più spazio all’iniziativa dei giudici di pace, che, per esempio,
avranno una comptenza esclusiva per quanto riguarda la risoluzione delle liti causate dal ritardato pagamento di
prestazioni previdenziali. Inoltre la nuova legge prevede che siano sanzionate le intenzioni di prolungamento dei tempi
processuali e le testimonianze, da oggi, possono essere anche in forma scritta. E ancora, i riti, un groviglio di
procedimenti processuali che, fino ad ora, imbrigliavano il processo, saranno ridotti grazie alla delega di due anni
concessa dal Parlamento al Governo che da all’Esecutivo il compito di riformare la giustizia amministrativa e di rilanciare
la conciliazione.
D’ora innanzi, secondo quanto sancito dal testo di legge di Alfano, internet entrerà nella riforma giudiziaria come
strumento veloce a basso costo che permetterà la notificazione via e-mail come forma ordinaria di comunicazione tra le
parti in causa. Inoltre la sentenza sarà semplificata, più comprensibile e dovrà essere molto più sintetica. Verrà anche
organizzato un calendario del processo in cui il giudice, sentite le parti ed analizzata la tipologia della causa, potrà fissare
le udienze successive.
Il Governo Berlusconi mette mano ad uno dei punti deboli dell’Italia: la riforma della Giustizia parte dal processo civile,
istituto che tutela le libertà economiche del cittadino quando queste vengono messe in discussione. Rilanciare il Sistema-
Italia significa anche sanare tutte le storture burocratico-amministrative che hanno spesso ostacolato, rallentandoli, i
tempi delle relazioni economiche di mercato che, oggi, nel tempo della comunicazione diffusa, si fanno sempre più
veloci: ecco perché lo Stato non può permettersi ritmi slegati dalla realtà quotidiana. In uno Stato di diritto le tempistiche
della giustizia devono adeguarsi a quelle della società. Questa è la grande scommessa del Governo Berlusconi per lo
sviluppo del nostro Bel Paese.
Ragionpolitica
http://www.ragionpolitica.it/cms Realizzata con Joomla! Generata: 7 July, 2009, 15:03
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