I MEDIA E LA REALTÀ DISTORTA

Inviato da Gabriele -Cazzulini
sabato 03 ottobre 2009
«Houston, abbiamo un problema»: conta ancora la politica interna? Sfogliando l’elenco dei programmi televisivi pare di
no. Molti media sono stati mobilitati e militarizzati per l’assalto mediatico al premier. Ci sono giornali e televisioni che
sono diventati una morsa stretta intorno a Berlusconi. E’ un sovra-potenziamento artificioso dei media che corrisponde,
all’opposto, ad un sotto-dimensionamento della politica. La deriva mediatica produce il preoccupante effetto di svuotare
la politica, quella vera, e le istituzioni, non solo catodiche, dell’attenzione che richiedono.

E’ come se i media fossero la realtà, mentre la realtà fosse soltanto una sospensione – uno spot! – che interrompe quella
realtà finta. La realtà è solo quella che vuole Santoro. E’ un’immagine, una rappresentazione della realtà che viene spacciata
abilmente come l’unica realtà vera. I media sono diventati i sostituiti dei partiti di sinistra e i loro messaggi mediatici sono i
surrogati delle ideologie. I media di sinistra in guerra vogliono sopprimere questi «spot» di realtà-reale per conferire ai
mezzi d’informazione il potere sulla realtà. Oggi c’è un governo che non piace a questi media. Quindi questo governo non
ha diritto di governare. Per loro la sovranità popolare deve sottostare alla sovranità mediatica: oltre all’investitura elettorale
e parlamentare, il governo deve ricevere anche l’investitura mediatica.

In questa finta realtà, dunque, Santoro si arroga il diritto di farsi unico dispensatore di verità. Qualunque cosa accada nella
realtà non deve interferire con Santoro, perchè si considera un intoccabile. E’ abbastanza per suonare l’allarme? Esiste il
rischio che sia sempre più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che esiste solo sullo schermo del televisore. Sarebbe
curioso conoscere Michele Santoro nella vita quotidiana, mentre fa la spesa, è in coda in macchina, legge il giornale – o
forse Santoro è solo un personaggio di Annozero interpretato da un attore di cui non conosciamo nulla? Il potere
invadente dei media in guerra corrisponde alla loro facilità nel propinare una cosa come vera. Le disquisizioni di Santoro
non sono una certificazione di verità fattuale. Diventano un atto di credo. Chi ci crede, e chi no. E’ una scelta personale.
Ma è difficile scegliere la realtà, che deve essere uguale per tutti. Altrimenti resta solo la camicia di forza.

Sulla homepage del sito internet di Repubblica emerge lo spiegamento di forze per pompare il messaggio della
rivoluzione mediatica. Sabato è stato il giorno del «pronunciamento mediatico» contro il governo, il suo premier, il suo
partito. Ma è un «golpe mediatico» nato fallito. Dicono trecentomila presenze, quindi saranno molte meno. Comunque
sia, trecentomila sono soltanto lo 0,5% della popolazione italiana. Un po’ poco per il cosiddetto «appello» alla libertà di
stampa. Zero virgola cinque – o sei – per cento vuol dire che il novantanove per cento degli italiani se n’è
clamorosamente fregato. Cioè: la libertà di stampa c’è già. E non dipende certo da trecentomila manifestanti del sabato
pomeriggio.

Come uscirne? Come riavere media che comunicano senza combattere? L’unica soluzione è di tornare a vivere nella
realtà. Leggere smilitarizzati e seguire trasmissioni come tante altre. Magari parlare di problemi reali: banche,
disoccupazione, criminalità… Sarebbe un modo completamente innovativo per vivere l’autunno imminente quello di
organizzare una giornata di sciopero nazionale, cambiando canale, contro l’occupazione mediatica della realtà, contro lo
strapotere dei conduttori-tribuni, contro l’accanimento informativo a senso unico. Come ai tempi d’oro della
contestazione, i militanti della sinistra nei media fanno la marcia per la libertà d’informazione – è come una grande
«convenscion» dove incontrarsi fisicamente, sventolando magliette, bandierine e altri gadgets dei propri beniamini
televisivi. Servirebbe invece una cura dimagrante per liberare la realtà e la politica dal sovrappeso mediatico. La
consolazione non arriverà tardi: i personaggi televisivi salgono alla celebrità tanto velocemente quanto precipitano
nell’oblio.

Ragionpolitica
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Libertà Azzurra (LA) è un blog per discutere problematiche quotidiane e poterle rappresentare al mondo politico. E' la prima iniziativa di una lunga serie che porterà alla costituzione di un libero comitato di protesta permanente.

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